Nove mesi aspettandolo e finalmente il tanto atteso bebè è arrivato. Pochi giorni al nido e si torna a casa, comincia il lavoro di mamma e papà. Quante preoccupazioni!

La dr.ssa Maria Giovanna Puoti ci aiuta a capire come affrontare i primi 30 giorni di vita del nuovo arrivato e ci parla di allattamento, delle prime pesate, del pisolino, del bagnetto, di come interpretare i comportamenti del neonato e ci lascia qualche piccolo trucco da mettere in pratica.

MA CHI E’ IL NEONATO? Partiamo dalle definizioni

E si il neonato! Perché questa è la definizione del bambino del primo mese di vita. Dopo il 28° giorno di vita, fino al compimento del 1 anno, verrà definito lattante e successivamente bambino.

ALLATTAMENTO: assolutamente da preferire quello materno? Vediamo perché!

Il regalo più bello che una mamma possa fare al proprio figlio è allattarlo al seno. Tutte le società scientifiche di pediatria, medicina perinatale e organizzazioni sanitarie mondiali sono concordi sui benefici apportati dall’allattamento materno al nascituro. Ma perché l’allattamento materno è così importante? Ecco i motivi:

  • Il latte materno stimola e rafforza il rapporto madre-figlio: questo è assolutamente il motivo più importante. Attraverso la suzione e il contatto pelle a pelle tra il corpo nudo della madre e del bambino si instaura il rapporto di attaccamento del bambino alla madre. Il piccolo percepisce il battito del tuo cuore, il tuo respiro, il tuo odore e il calore del tuo corpo. Attraverso queste percezioni si abitua al nuovo ambiente, si sente confortato e coccolato.
  • Il latte materno è inimitabile e ineguagliabile: per quanto i latti artificiali siano prodotti in modo quanto più simile al latte umano non sono uguali al latte della mamma in tutto e per tutto. Non contengono sostanze biologiche che aumentano la resistenza alle infezioni, migliorano la crescita e lo sviluppo e facilitano la digestione intestinale così da evitare le coliche
  • Il latte materno protegge da malattie: è stato dimostrato che riduce il rischio di patologie gastrointestinali, respiratorie, allergiche, obesità, diabete e stimola lo sviluppo del sistema nervoso3.
  • Il latte materno è sempre pronto: se allattate al seno avrete sempre latte a disposizione e alla giusta temperatura
  • Il latte materno è economico: è assolutamente gratis. Pensate il risparmio!
  • Il latte materno apporta benefici per la mamma: riduce il rischio di tumore al seno, utero e ovaio e facilita la perdita di peso accumulato in gravidanza e il ritorno alla forma fisica pre-gravidanza.

Come funziona?

L’allattamento materno è un meccanismo perfetto che deriva dall’incontro della madre con il suo bambino, il quale succhiando al seno invia un messaggio al cervello della mamma che a sua volta stimola la mammella a produrre latte. E’ per questo che è molto importante attaccare al seno il piccolo il prima possibile dopo il parto, così che la suzione stimolerà la produzione di latte nel giro di 3-5 giorni. Durante i primissimi giorni il bebè succhiando assorbirà il colostro, un liquido denso e giallognolo, che rispetto al latte vero e proprio è più ricco di proteine e sali minerali ma contiene una quantità inferiore di zuccheri e grassi, quindi anche più digeribile, perfetto per la crescita dei primissimi giorni.

E come allattarlo?

L’allattamento materno è a richiesta. Bisogna imparare a cogliere i primi segnali di fame – si sveglia, gira la testina, si succhia le manine – il bambino ha bisogno di succhiare, e bisogna farlo poppare. Generalmente lo richiede dopo circa 2-3 ore dall’ultima poppata. Comunque alcuni neonati possono essere pigri e tendere a dormire molto. In tal caso, se non richiedesse il latte dopo 3 ore dall’ultima poppata è necessario stimolarlo a poppare.

E quante volte?

Non è possibile e non è necessario calcolare la quantità di latte che il bebè assume dal seno materno. E’ importante valutare il peso corporeo del neonato. Se aumenta significa che il latte materno è sufficiente. Il vostro pediatra controllerà periodicamente il peso del vostro bebè e vi consiglierà a riguardo.

LA CRESCITA: il vostro piccolo ha perso peso…

Niente panico! Si il neonato perde peso nei primi 3-4 giorni di vita. Questo è del tutto normale ed è chiamato calo di peso fisiologico, anzi se non si verifica indica che qualcosa non va. Infatti dopo la nascita, si verificano una serie di fenomeni e meccanismi di adattamento al mondo esterno – quali per esempio l’emissione delle prime urine e feci – che determinano una perdita del peso corporeo variabile dal 5 al 10%.

Comunque non preoccupatevi il vostro piccolino recupererà il suo peso entro la seconda settimana di vita e inizierà a crescere di circa 25-30 grammi al giorno.

Ma attenzione non cadiamo in tentazione! Non pesiamo il neonato tutti i giorni o addirittura prima e dopo la poppata. La misurazione del peso va effettuata a distanza di qualche giorno e comunque seguendo le indicazioni del pediatra.

IL SONNO: Ma quanto dorme?

I neonati dormono all’incirca 2/3 della giornata, in media 16 ore al giorno, con una durata e collocazione dei vari riposini nell’arco delle 24 ore variabile da un neonato all’altro con il rischio che dormano molto più di notte che di giorno.

Ma perché “scambiano il giorno per la notte”?

Questo perché i momenti di sonno e di veglia del piccolo sono piuttosto una riproduzione di quanto faceva nel pancione della mamma, dove era impossibilitato a scandirli sulla base dell’alternarsi del ciclo luce-buio. Inoltre il neonato non produce ancora melatonina, l’ormone che regola il ritmo sonno-veglia, che comincerà a percepire solo fra i tre e i sei mesi. Questo può provocare molto stress per i genitori, soprattutto se i pisolini sono lunghi durante il giorno e brevi di notte.

  • Cosa fare? Cercate di insegnargli la differenza tra giorno e notte durante. E’ importante che il genitore sottolineino certe differenze, affinché il bebè consolidi questo ritmo.
  • Come? Se dorme durante il giorno evitate silenzio o buio ma tenetelo in ambiente luminoso e rumoroso, per esempio con la TV accesa, la radio o semplicemente in ambiente vociferato. Se invece è notte e ha bisogno di essere cambiato o si sveglia, mantenete una luce soffusa, muovetelo o parlategli il meno possibile e a bassa voce. Lo aiuterete a capire che quello è il momento della nanna, facilitandogli la ripresa del sonno. L’obiettivo è regolarizzare il suo ciclo sonno-veglia così che le ore di sonno si distribuiscano tra un riposo più continuativo di notte, e vari pisolini, di giorno.
  • Ma perché dormono così tanto? In generale i bambini hanno bisogno di dormire tanto, perché durante il sonno che si creano le connessioni tra le cellule nervose del cervello, fenomeno che consente lo sviluppo di nuove capacità del bambino.

IL PIANTO: e se piange cosa vorrà dire?

Il solo modo che un neonato ha per comunicare è il pianto, è così che esprime i propri bisogni e necessità. Il bambino piange circa 60-90 minuti al giorno durante le prime 3 settimane di vita.

Vediamo quali possono essere le cause:

  • Il piccolino ha fame: se sono passate 2-3 ore dall’ultima poppata potrebbe aver fame. Provate ad allattarlo.
  • Il piccolino ha sonno: se non dorme da un po’ potrebbe aver sonno. Provate a spostarlo in un ambiente tranquillo, cantargli una ninna-nanna o accendere dei suoni come un carillon per calmarlo e farlo addormentare
  • Fa troppo caldo o troppo freddo: i neonati percepiscono la temperatura dell’ambiente circostante esattamente come noi. Evitiamo di imbacuccarli o viceversa vestirli troppo leggeri.
  • Forse deve fare un ruttino: specialmente se ha finito da poco la poppata potrebbe aver bisogno di fare un ruttino. Prendetelo in braccio e, con il suo visino poggiato sulla vostra spalla, cullatelo.
  • Ha fatto la pupù: i piccolini si innervosiscono se sono sporchi e non vengono cambiati. Controlliamo il pannolino.
  • Ha le coliche al pancino: potrebbe avere aria e gas nel pancino. Provate a massaggiarglielo. Ponete il piccolo supino sul lettino, piegate le sue gambine sul pancino facendo una lieve pressione, poi spostatele orizzontalmente verso l’esterno, poi verso di voi e nuovamente piegatele sul pancino del bambino (foto A). Continuate così in modo che il movimento sia fluido e continuo. Si tranquillizzerà in pochi minuti se la causa è una banale colichetta. Un’altra tecnica è porre la mano destra sul pancino e con una pressione efficace ma delicata disegnare dei cerchi antiorari intorno all’ombelico (foto B).
  • Vuole le coccole: i piccolini imparano subito che il pianto richiama le attenzioni della mamma e potrebbero utilizzarlo per richiamare la vostra attenzione. Forse si sente solo. Provate a prenderlo in braccio e cullarlo. E per i più piagnucoloni potete provare la tecnica della presa

IL PRIMO BAGNETTO

Il momento giusto è dopo 3-4 giorni dalla caduta del cordone ombelicale. Da allora potete fare il bagnetto anche tutti i giorni, ma 3 volte alla settimana sono sufficienti. Le regole fondamentali sono usare acqua tiepida, immergerlo in poca acqua, mantenerlo con una mano e usare l’altra per lavarlo e usare prodotti ipoallergenici specifici per la detersione dei neonati e lattanti. Al termine del bagnetto applicare una crema contenente ossido di zinco intorno alle zone genitali, pieghe inguinali e sederino, applicazione che deve esser fatta ad ogni cambio di pannolino.

Sapevate che… Qualche pillola di saggezza!

  • La posizione del sonno: i neonati devono dormire a pancia in su, non a pancia in giù o di lato! Questa posizione è la più sicura per prevenire i casi, seppur rari, di morte improvvisa in culla o SIDS e va adottata per tutto il primo anno di vita. Quindi a nanna sempre supino!
  • Il vomito e il rigurgito: quasi tutti i neonati e lattanti vomitano, precisamente rigurgitano, cioè fuoriesce il latte dalla bocca. Il rigurgito accade perché nei primi mesi c’è un’immaturità dei sistemi che trattengono il latte nello stomaco impedendogli di risalire. Inoltre il lattante trascorre molto tempo in posizione orizzontale e la sua alimentazione è esclusivamente liquida. Se il bebè è sereno, non ha nessun altro sintomo o fastidio, e soprattutto cresce bene di peso, non c’è bisogno di allarmarsi anche se gli episodi di rigurgito sono frequenti.
  • Il cordone ombelicale: cade intorno alle due settimane di vita. Se non dovesse staccarsi o notate arrossamenti o secrezioni o, dopo la caduta, la cute rimane umida, rivolgetevi al vostro pediatra.
  • Il colorito giallo: i neonati possono presentare colorazione gialla della cute definita ittero dopo circa un paio di giorni dalla nascita. Questo fenomeno è frequente e si risolve spontaneamente. Ma attenzione se persiste oltre i 10 giorni rivolgetevi al vostro pediatra.
  • Segnali o riflessi?: i neonati sembrano inviare una grande varietà di segnali durante le prime settimane di vita: girano la testa quando si tocca la loro guancia, estendono e scuotono le braccia e le gambe, fanno un passo avanti quando i suoi piedi toccano una superficie piana e afferrano il dito quando gli accarezzi il palmo della mano. In realtà nessuno di questi segnali è una vera forma di comunicazione corporea, ma sono risposte automatiche involontarie a stimoli, definiti riflessi neonatali o arcaicicon i quali si nasce e che tenderanno a scomparire nei mesi successivi.
  • Movimenti o convulsioni?: i neonati fanno spesso degli strani movimenti di braccia, gambe e capo come improvvisi allargamenti delle braccia o allungamenti delle gambe, tremori, scatti improvvisi, stiracchiamenti, che si verificano sia da svegli che durante il sonno, come dei sobbalzi, che spesso preoccupano i genitori e possono far pensare a fenomeni convulsivi. Si tratta in realtà di fenomeni normali, innati, cioè già programmati nel cervello. Basta un certo stimolo, che viene dall’interno o dall’esterno dell’organismo, per attivarli. Questi movimenti emergono uno dopo l’altro man mano che il piccolo cresce. Se il vostro bambino fa questi movimenti, niente paura: sta semplicemente crescendo e diventando più maturo.
  • I 5 sensi e il legame con la mamma: i 5 sensi sono già sviluppati fin dalla nascita e si affinano dopo la nascita grazie agli stimoli esterni. I neonati sono in grado di riconoscere la voce materna, percepire bene stimoli tattili, e quindi le coccole, ma anche quelli dolorifici e temici, vedere anche se in modo sfocato ed in bianco e nero, per cui imparano presto a riconoscere la sagoma della propria mamma. Inoltre sono capaci di sperimentare il gusto dei cibi consumati dalla madre, che assaporano attraverso il latte materno, e percepire gli odori. Questo gli consente di riconoscere l’odore e il sapore del latte materno così da essere stimolato e attirato al seno. Inoltre sanno sorridere, ma questo non lo fanno in modo intenzionale ma è solo una reazione al piacere, per esempio quando sono soddisfatti dopo la poppata.

Sperando di avervi rassicurato ed esservi stati d’aiuto vi diamo appuntamento al prossimo capitolo: 2° mese di vita

Qualcosa non vi è chiaro o avete altri dubbi? Chiedete ai pediatri di dr. care