malattia che colpisce sopratutto i bimbi in età prescolare. È di natura benigna ma attenzione se siete in gravidanza, L’articolo è stato creato con il contributo del dr. Alberto Ferrando, l’advisor scientifico di dr. care, la piattaforma che ti connette con un pediatra in tempo reale

come si presenta la quinta malattia?

la quinta malattia è uno degli esantemi infantili più frequenti. È detta in gergo medico eritema infettivo o megaloeritema e si manifesta come puntini rossi sulla pelle senza prurito.

È un problema comune nei bambini causato da un virus detto parvovirus (PV – B19).

Nella maggior parte dei casi sono effetti i bambini in età prescolare, tra i 5 e i 10 anni ed è più frequente a fine inverno-inizio primavera.

Una volta contratta la quinta malattia ha un periodo di incubazione che varia tra i 4 e i 14 giorni, fino a un massimo di 3 settimane.

I bimbi rimangono contagiati soprattutto per via respiratorie e il rischio di trasmissione è presente dalla settimana prima dell’inizio dei sintomi, fino alla comparsa delle manifestazioni cutanee. A quel punto smette di essere contaggiosa.

le manifestazioni  più comuni della quinta malattia non sono però dovute all’azione diretta del virus, ma alla risposta del sistema immunitario all’infezione, con la formazione di immunocomplessi che si depositano nei tessuti, soprattutto a livello della cute e delle articolazioni.

la quinta malattia causa febbre?

nei sintomi della quinta malattia raramente è presente febbriciola, raffreddore o mal di gola.

come spiega il dr. Alberto Ferrando la quinta malattia si presenta in tre principali momenti:

  • comparsa improvvisa di un arrossamento sulle guance (queste diventano calde e rosse). L’effetto è  simile a quello dell’eritema solare (foto). La bocca, il mento e la fronte del bimbo non sono colpiti e per questo l’effetto è a volte chiamato “a guancia schiaffeggiata”
  • dopo alcuni giorni dalla comparsa dell’esantema al viso, l’eruzione si estende agli arti e ai glutei, risparmiando però i gomiti, il dorso e il torace (foto). Qui la quinta malattia assume la forma di puntini rossi isolati o confluenti, di colore roseo con un aspetto “a rete” o “a ghirlanda”

come si cura la quinta malattia?

come il morbillo, la varicella, la rosolia e la roseola infantum (sesta malattia) è un’infezione virale.

e come per altre malattie virali non ci sono terapie specifiche o esami diagnostici da fare. La quinta malattia – è importante ripeterlo – non è accompagnata da complicazioni ed è benigna.

è comunque possibile curare i sintomi per alleviare il fastidio assumendo ad esempio antifebbrili o antistaminici contro un eventuale prurito. È bene anche bere molto ed eventualmente usare del paracetamolo

sono da evitare l’esposizione al sole e i bagni prolungati in acqua.

quanto dura la quinta malattia?

la durata della malattia va da una media di 11 giorni (da 2 ad un massimo di 4-5 settimane), con possibili ricomparse dell’esantema in caso di bagni caldi, particolari situazioni di stress del bimbo o un’esposizione al sole o attività sportiva che causa intensa sudorazione

contagio quinta malattia: si può andare a scuola?

la quinta malattia non è contagiosa per i bambini sani.

La maggiore possibilità di contagio si ha quando l’esantema non è ancora comparso, dunque quando il genitore non riesce ancora ad accorgersi che il bimbo è effetto dalla quinta malattia.

quando comincia a comparire l’esantema nel bimbo la malattia non è più contagiosa. Può quindi essere mandato tranquillamente a scuola.

è possibile prevenire la quinta malattia?

purtroppo non è possibile prevenirla. La quinta malattia è più contagiosa quando meno visibile, ovvero durante il periodo di incubazione.

Al contrario il decorso della malattia richiede un’attenta sorveglianza nei soggetti a rischio di sviluppare complicanze.

la quinta malattia in gravidanza: è pericolosa?

nonostante la malattia non sia contagiosa un discorso a parte deve essere fatto per quanto riguarda la quinta malattia in gravidanza.

la malattia non influisce sullo sviluppo del feto ma può comunque comportare un rischio di aborto che va dal 3% al 9% se la mamma è colpita nelle prime venti settimane di gestazione e scende poi al 0.5% dopo la 22esima settimana.

Questo caso va monitorato ed è importante consultarsi con il pediatra e con il ginecologo per capire come affrontare la situazione.

da tenere in considerazione per non allarmarsi subito è che il 60% delle donne in età fertile sviluppa naturalmente degli anticorpi contro la quinta malattia e non è raro che molte donne siano state affette dalla quinta malattia senza accorgersene visto che questa può decorrere senza che si manifesti alcun sintomo.

in alcuni casi, soprattutto negli adulti e negli adolescenti, un attacco di quinta malattia può essere seguita da gonfiore o dolore, spesso alle mani, ai polsi, alle ginocchia o alle caviglie.

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