Insieme al dr. Ferdinando Zocco, ex primario dell’Ospedale Maggiore di Modica, e il dr. Giovanni Cavagni Responsabile del Centro Allergologico Europeo, parliamo di allergie e delle loro manifestazioni: tosse secca, orticaria, shock anafilattici e rinite allergica nei bambini. Infine cosa fare per individuarle: test e prove allergiche nei bambini

cos’è l’allergia?

È una reazione esagerata da parte del nostro organismo verso una sostanza innocua per la maggior parte delle persone

quali sono le allergie più comuni nei bambini e le sostanze che più frequentemente danno vita ad una manifestazione allergica?

  • allergia agli acari della polvere
  • allergia ai pollini di alcune erbe come graminacee, lanciuola, parietaria, artemisia, ambrosia
  • pollini di albero come cipresso, olivo, betulla, nocciolo
  • peli di animale come i gatti, i cani, cavalli, i conigli e le cavie di laboratorio
  • allergie alimentari, tra le più comuni: allergia al lattosio (nell’allergia è sempre implicato un meccanismo immunologico IgE mediato o non IgE mediato), uova, grano, arachidi, pesci, i molluschi, costacei
  • veleno di alcuni insetti (api, vespe, gallone, polistes e calabroni)
  • medicinali e farmaci come antibiotici, antinfiammatori, etc

quali tipi di reazione allergica ci sono?

  • Orticaria: è caratterizzata dalla presenza di bolle (detti “pomfi”) di dimensioni variabili spesso pruriginose o da gonfiore (angioedema) quando compare alle labbra, occhi e genitali. Nell’allergia alimentare, da farmaci e da imenotteri è di solito il primo sintomo a cui fanno seguito rapidamente quelli gastrointestinali , respiratori, cardiocircolatori che possono evolvere sino allo shock anafilattico. Nella maggior parte delle forme di orticaria, quando non si identifica una causa esterna specifica, non è di origine allergica ma legata a fattori aspecifici che provocano una iperattività della cute con liberazione di istamina
  • Asma: si caratterizza da tosse secca, respiro sibilante e difficoltà respiratoria
  • Oculorinite (rinite allergica): si caratterizza da starnuti ripetuti, prurito e secrezione nasale acquosa (il bambino deve soffiare spesso il naso), arrossamento e lacrimazione degli occhi per la contemporanea infiammazione congiuntivale
  • Shock anafilattico: è la fase finale grave della reazione anafilattica ad evoluzione rapida che inizia con orticaria angioedema e seguita da sintomi gastrointestinali , respiratori, cardiocircolatori.

a che età si verificano le prime reazioni allergiche?

Le manifestazioni si possono avere fin dal primo anno di vita, secondo il dr. Cavagni però:

  • sotto i 3 anni prevalgono le allergie alimentari (uovo, grano, latte)
  • dai 3 anni in poi vi è la comparsa delle allergie respiratorie agli acari della polvere e in età scolare si manifesta l’allergia ai pollini

se ho il sospetto di un’allergia cosa faccio?

è necessario rivolgersi al pediatra che:

  • procede alla raccolta la storia clinica del bambino, della allergie presenti in famiglia, sui tipi di reazione che ha avuto
  • prescrive una serie di esami e prove allergiche. Come spiega a dr. care il dr. Zocco: “gli esami possono essere svolti anche quando il bimbo è molto piccolo anche sin dai primi mesi”

le prove allergiche nei bambini: come si fanno, quali sono i test e come funzionano

  • prick test: si punge delicatamente la pelle del bambino con una lancetta su una piccola goccia dell’allergene da testare. Si aspettano circa 15 minuti per vedere se compare una gonfiore (“pomfo”)
  • dosaggio delle IgE specifiche è un test di secondo livello che prevede il prelievo del sangue che misura il livello delle IgE (immunoglobuline E) prodotte in risposta ad una certa sostanza (allergene)
  • test di provocazione nasale: test che si può eseguire negli adolescenti solo quando vi sia un forte sospetto clinico di rinite allergica e il prick test e il dosaggio delle IgE sono negative. Prevede l’inalazione della sostanza allergica e si valuta la comparsa di sintomi nasali (es. starnuti, prurito, etc.)
  • test di provocazione orale (TPO): è il gold standard per la diagnosi di allergia alimentare. Il TPO è un’indagine complessa, che impegna sia il medico sia la famiglia, e non è scevro da rischi per il paziente. Esso prevede la somministrazione orale dell’alimento sospettato a dosi crescenti e va eseguito in modo controllato, standardizzato e documentato.