la bronchiolite è la malattia che colpisce prevalentemente i neonati e bambini con meno di due anni. Il picco è tra la fine di gennaio e il mese di febbraio e spesso inizia come un semplice raffreddore.

Va monitorata con attenzione e va chiesto sempre il parere del pediatra anche se nella maggior parte dei casi si cura da sola. L’articolo è stata scritto anche con l’apporto del dr. Lorenzo Giachetti

cos’è la bronchiolite?

è un’infezione delle vie respiratorie che colpisce i più piccoli. Può colpire bimbi di tutte le età e può presentarsi più volte nel corso della vita, ma è più comune nei maschietti e presenta un maggiore rischio per i lattanti con madri che hanno fumato durante la gravidanza.

L’agente patogeno maggiormente responsabile della bronchiolite di bronchiolite è il virus respiratorio sinciziale (RSV) più del 50% dei casi. Posso anche riscontrarsi altri tipi di virus come il metapneumovirus, il virus parainfluenza 3 ed altri.

i sintomi della bronchiolite

La malattia ha una durata abbastanza lunga, in media 12 giorni, ma dopo 21 giorni il 18% degli affetti presenta ancora sintomi (tosse), mentre dopo 28 giorni il 9%.

Capire se il bimbo ha la bronchiolite non è sempre facile. “Il virus è lo stesso del raffreddore – spiega a dr. care Lorenzo Giacchetti, pediatra neonatologo esperto sul tema – e per questo si manifesta prima come un raffreddore.”

Soltanto in un secondo momento iniziano i problemi respiratori, il vero rischio della bronchiolite, soprattutto per i più piccoli. Come spiega Alberto Ferrando, ex presidente dell’associazione pediatri della Liguria e autore del libro “Primo Soccorso Pediatrico”, sono due i principali fattori con cui si può riconoscere una bronchiolite:

Primo. Se la bronchiolite comincia spesso dopo un periodo di raffreddore, non è il raffreddore il determinante.

Ciò che è importante è il comportamento del bimbo e se è simile o diverso dal solito. Qui sono mamma e papà – le due persone più vicine al bimbo – i più adatti a capire se c’è qualcosa che non va.

Se il bimbo ha il raffreddore o la tosse ma continua a comportarsi come al solito e a correre, giocare e mangiare vuol dire che è il solito bambino e probabilmente non c’è da preoccuparsi. Se invece si lamenta ed è sempre stanco c’è da stare sull’attenti.

Secondo. La respirazione: se il bimbo respira in maniera irregolare e con sforzo attivando i muscoli complementari della respirazione come per esempio il diaframma è probabile che ci sia la bronchiolite. A questo punto è bene confrontarsi con il pediatra.

cura e terapie in caso di bronchiolite

  • fare aerosol con soluzione fisiologica, con soluzione ipertonica o altro. Prima di cominciare è sempre meglio confrontarsi con un pediatra
  • offrire da bere al bimbo con frequenza
  • far consumare pasti piccoli e con frequenza
  • umidificare l’ambiente quando possibile

cosa evitare

  • non somministrare antibiotico, cortisone per bocca o per aerosol. Se qualcuno ha consigliato questa soluzione è probabilmente errata.
  • per i bimbi sotto l’anno di età e in particolare sotto i 3-5 mesi di vita evitare il più possibile contatti con tante persone
  • meglio non usare Betalan. È un farmaco a base di cortisone
  • non utilizzare sostanze balsamiche per umidificare l’ambiente

i consigli di dr. care

se il bimbo ha più di 3 mesi, non manifesta particolare difficoltà respiratorie, è attivo e si alimenta bene la bronchiolite è probabilmente lieve e può essere gestita senza un ricovero. Importante però è confrontarsi con un pediatra.

Se la bronchiolite colpisce quando il bimbo ha meno di 3 mesi e sono presenti difficoltà respiratorie il ricovero è probabilmente necessario.